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LE PIU' SUGGESTIVE OASI MARINE PROTETTE

Un tuffo nella riserva naturale, 7 spiagge indimenticabili

Nel nostro territorio esistono numerose riserve naturali e aree marine, che per bellezza e unicità sono diventate santuari faunistici e zone protette d’interesse scientifico, ecologico e culturale. Le acque, i fondali e i tratti di costa sono tutelati da norme e regole dettate dal ministero dell’ambiente che limitano le attività umane come la pesca, le immersioni subacquee e l’ingresso con mezzi di trasporto inquinanti e che vietano di abbandonare rifiuti o di prelevare sabbia, conchiglie o flora. Ogni riserva regala spiagge bellissime e intatte dove poter fare il bagno rispettandone l’ambiente. Ecco qualche suggerimento e qualche consiglio per raggiungerle.

Isola dei Conigli - Nelle caldi notte d’estate le tartarughe Caretta Caretta scelgono le spiagge dell’isola dei Conigli, a Lampedusa, per deporre le uova: al chiaro di luna risalgono dal mare e scavano buche tra la sabbia, deponendo centinaia di uova per poi ricoprirle e tornare in acqua. E’ uno degli spettacoli che offre l’isola dei Conigli, riserva naturale dal 1996 che si estende per 320 ettari lungo un tratto incontaminato della costa meridionale di Lampedusa, dove il WWF e Legambiente tutelano la specie protetta di tartarughe e in spiaggia segnalano ai turisti le buone pratiche di comportamento con cartelli e piccole recinzioni. Le altre meravigliose e spettacolari attrazioni della riserva sono il colore dell’acqua, dal bianco all’azzurro fino al turchese e al blu, e la sabbia bianchissima e borotalcata. Della spiaggia, raggiungibile a piedi perché sono bandite le imbarcazioni a motore, soltanto una piccola parte è adibita al servizio di ombrelloni e sdraio. Per godere in totale tranquillità della bellezza e unicità dell’isola è bene arrivare alle prime ore della giornata; poi si affolla di bagnanti, anche se nulla riesce a scalfire lo spettacolo di questo lido paradisiaco. Su un isolotto al centro della riserva, inoltre, vivono gabbiani reali e lucertole uniche al mondo; anche la fauna sottomarina è unica con coralli, spugne e rose di mare, aragoste, pesci balestra e delfini. Da Cala Pisana, l’insenatura più vicina al centro abitato, alla grotta di Taccio Vecchio con le sue acque popolate da pesci pappagallo, fino alla sabbia candida di Cala Pulcino, il mare trasparente della costa consente, al di fuori delle aree protette, lunghe crociere in barca a vela e immersioni da sogno.

Tonnarella dell’Uzzo - La meravigliosa riserva naturale dello Zingaro, tratto di costa mozzafiato che per 7 chilometri si estende da San Vito lo Capo a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, è un’incredibile esplosione di colori e profumi, un tripudio di piante e fiori affacciato sul mare blu della Sicilia. Greci e Latini la chiamavano Cetaria per la grande quantità di tonni nelle sue acque cristalline e generose, tra le più belle d’Italia. Una delle calette più spettacolari e incontaminate della riserva è Tonnarella dell’Uzzo, caratterizzata da una spiaggia bianchissima e da un mare trasparente. E’ la prima delle 8 spiagge della riserva, la prima nata in Sicilia nel 1979; si raggiunge a piedi e l’ingresso costa 5 euro. Tutta la riserva regala, in una natura incontaminata, lunghe passeggiate tra sentieri bordati di orchidee selvatiche e di palme nane.

Mottagrossa - La riserva naturale di Punta Aderci, il tratto di costa più spettacolare d’Abruzzo, a 10 chilometri a nord di Vasto, è un luogo di pace e di grande bellezza: per cinque chilometri si attraversano dune, falesie e rocce che vanno dalla spiaggia di Punta Penna alla foce del fiume Sinello. Nella parte più occidentale della riserva sorge la lunghissima e acciottolata spiaggia di Mottagrossa: selvaggia, incontaminata e con una vista mozzafiato. Qui i fondali sono sabbiosi, trasparenti e poco profondi. A 20 metri d’altezza un sentiero panoramico parallelo alla spiaggia si percorre a piedi o in bici attraverso la riserva.

Calamosche - Dal 1984 la riserva naturale di Vendicari, in provincia di Siracusa, tra Noto e Pachino, preserva un intero ecosistema: davanti a paesaggi mozzafiato si aprono una vegetazione fitta che lambisce un mare cristallino e spiagge lunghissime e dorate, che in poche centinaia di metri diventano rocce a strapiombo sullo Ionio. Dai capanni di osservazione, situati all’interno della riserva, si ammirano fenicotteri, aironi e cicogne. Suggestive sono le tante spiagge, lungo i sette chilometri di costa, sempre premiate da Legambiente; tra queste merita il viaggio la spiaggia di Calamosche o Funni Musca, come la chiamano gli abitanti del luogo: selvaggia e isolata, è una caletta deliziosa, difficile da raggiungere ma proprio per questo imperdibile. Si percorre la provinciale Pachino-Noto e al chilometro 6 si svolta in una strada non asfaltata fino a un cancello della Forestale. Seguendo le indicazioni si raggiunge un parcheggio e da lì si prosegue a piedi per circa 1 chilometro fino alla spiaggia, tra i resti archeologici di Eloro e l’oasi faunistica di Vendicari. Riparato da due bassi promontori rocciosi, il lido è di soffice sabbia dorata, lungo circa 200 metri e lambito da un mare azzurro e trasparente. Alle spalle della caletta ci sono suggestivi grotte, anfratti, piccole dune e la tipica macchia mediterranea.

Baia di Ieranto - Si trova a 6 chilometri dal borgo di pescatori di Nerano, nella riserva marina campana di Punta Campanella che tutela 40 chilometri di costa, tra i tratti di mare più belli della penisola sorrentina, tra Massa Lubrense e Positano. Già dal nome - Ieranto, che deriva dal greco Ieros, sacro - è facile intuire che siamo di fronte a un luogo incredibilmente bello e suggestivo: qui vicino, infatti, sorgeva il tempio della dea Atena e qui Omero collocò le sirene che incantarono Ulisse. Ancora oggi si respira un’atmosfera sacra davanti a paesaggi che si aprono in un azzurro improvviso. Raggiungere la spiaggia è piuttosto complicato: si cammina per sei chilometri da Nerano lungo una strada impervia e selvaggia attraverso la macchia mediterranea. Dopo un tratto in discesa tra i muretti a secco, la vista si apre all’improvviso sui faraglioni di Capri, sulla Costiera Amalfitana e gli isolotti dei Galli. Al bivio si scende per la spiaggia dove si fa il bagno in un’acqua trasparente e con vista sui faraglioni; per chi invece non vuole rinunciare alla spiaggia ma non può percorrere il sentiero, può recarsi a alla spiaggia di Nerano e farsi accompagnare in barca dalla cooperativa sant’Andrea, l’unica autorizzata all’accesso nella area marina protetta di Punta Campanella.

Torre Guaceto - Situata nell’Alto Salento, a 27 chilometri da Brindisi, la riserva naturale di Torre Guaceto interessa un tratto di costa di 8 chilometri tra Punta Penna Grossa e gli scogli di Apani e presenta molte varietà, dalle falesie rocciose alle piccole insenature basse e sabbiose. E’ un piccolo angolo di paradiso con un mare incontaminato; si lascia l’automobile al parcheggio e ci si addentra nella riserva con un trenino elettrico che porta i bagnanti sulla spiaggia. Incamminandosi, poi, lungo la battigia si scorgono numerose cale suggestive che invitano al tuffo.

Isola dei Cavoli - E’ una piccola isola granitica nell’estrema propaggine sud-orientale della Sardegna, a meno di un chilometro da Capo Carbonara, luogo di grande bellezza paesaggistica, immerso in una natura selvaggia e protetta. Fa parte dall’area marina di Capo Carbonara ed è un vero gioiello faunistico, raggiungibile a nuoto o con piccole imbarcazioni dal porto di Villasimius. Le sue coste frastagliate regalano piccole insenature attorniate da massi granitici con fondale di sabbia bianca: cala di Ponente, cala del Ceppo e la più grande e protetta cala di Scasciu sono le più spettacolari. Le acque limpide dell’isola ospitano delfini e barracuda, aragoste, dentici, gamberi, orate, ricciole, saraghi e triglie; l’isolotto è anche l’habitat ideale per falchi pellegrini, cormorani e gabbiani. Per questo è diventata, assieme alla vicina isola di Serpentara, sede di ricerche botaniche e zoologiche della facoltà di biologia di Cagliari.
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